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LA PROVINCIA DEL MEDIO-CAMPIDANO


La provincia
Il Castello di Sanluri

La provincia del Medio-Campidano comprende 5 zone tutte aventi un proprio fascino: La bellisima Costa Verde di Arbus, La Marmilla, Il Campidano Centrale, Il Villacidrese e Il Guspinese.



La Costa Verde

La costa verde è uno degli angoli più belli e poco conosciuti della Sardegna. La zona offre spunti di grande bellezza naturalistica e non, e permette anche ai turisti che vogliono esplorare la Sardegna al di fuori delle bellissime coste, di visitare percorsi naturalistici e archeologici di grande prestigio. Gioiello della Costa Verde è sicuramente Piscinas, con le sue imponenti dune, è sicuramente un incredibile luogo diventato ritiro di personaggi in cerca di un pò di privacy, un vero paradiso di sabbia e foresta. La sua bellezza selvaggia, i profumi naturali e la sua flora spontanea la rendono unica e poi la presenza di specie rare di flora e fauna e i monumentali siti geominerari aumentano ancora di più un attrattiva turistica ancora poco valorizzata. Posti come Ingurtosu e Montevecchio rendono sicuramente la zona un ritrovo sicuro per gli appassionati dell'archeologia mineraria e della geologia, ed è l'UNESCO che li ha riconosciuti come patrimonio dell'umanità per il loro alto valore culturale memoria di un attività mineraria legata ad un architettura particolarmente elegante. La Giara di Gesturi

La Marmilla

La Marmilla, terra di morbide colline mioceniche e di solitari altipiani di basalto, è una sub-regione della Sardegna centro-meridionale e deve probabilmente il suo nome proprio alla forma mammellare del territorio, dove spicca, cono perfetto plasmato dalla natura, il colle di Las Plassas, “mammilla” per eccellenza. Dentro i suoi confini, dove persino l’animo della gente sembra in armonia con la dolcezza dei paesaggi, la natura, la storia, le tradizioni paiono aver stretto alleanza per esaltarne il fascino e accendere interessi e curiosità. E’ questa infatti, la terra dei cavallini della Giara di Gesturi e Tuili, dell’ossidiana del Monte Arci, del tenebroso tempio di Sa Domu ‘e is Caombus di Morgongiori, del “bosco sacro” di S. Maria Angiargia, della “reggia” nuragica di Barumini, del museo di Villanovaforru, con i reperti di Genna Maria (il colle “chi fumada ma no coi pani”!), della tomba megalitica Sa Dom’e s’Orcu in Su Pranu ‘e Siddi, dei preziosi retabli di Tuili, di Gonnostramatza, di Villamar, di Lunamatrona. Delimitata ad ovest dal nastro d‘asfalto della S.S. 131 “Carlo Felice”, la Marmilla è situata tra la piana del Campidano centrale, il versante settentrionale del Monte Arci, quello nord-orientale della Giara e la Trexenta. Attualmente trovasi situata nella nuova nata Provincia del Medio Campidano, divisa in due parti dal confine che separava la Provincia di Cagliari da quella di Oristano, viene ormai solitamente distinta in Alta Mamilla, di cui è capitale decadente l’abitato di Ales, sede di diocesi vescovile e paese natale di Antonio Gramsci, e Bassa Marmilla, che comprende una quindicina di paesi, tra cui alcuni ben noti, come Barumini, Gesturi, Tuili, Villanovaforru. Il territorio, di antica tradizione agricola, assai apprezzato per la sua particolare fertilità e per la produzione di un ottimo grano duro, ha purtroppo risentito, a partire dagli anni ’50-’60, come gran parte delle aree interne della Sardegna, della crisi dei campi. Una crisi che ha spinto molti giovani a emigrare verso le aree a sviluppo industriale, lasciando agli anziani il compito di tenere vive le case di pietra e “ladiri” e conservare un qualche legame con la terra, i campi, i vigneti. Molti dei centri abitati (per lo più piccoli agglomerati rurali che non superano i mille abitanti) sono così popolati da una forte maggioranza di anziani pensionati e da uno sparuto numero di giovani famiglie. Proprio in questi paesi, però, da qualche anno si respira una sorta di risveglio e non pochi giovani cominciano a guardare con interesse alle ricchezze della terra delle radici per scoprirvi nuove occasioni di lavoro. Riacquistano valore, così, le vecchie case a lolla, le testimonianze archeologiche, i capolavori d’arte sacra, i profumi e le proprietà di erbe officinali e si scava nella memoria degli anziani per riscoprire mestieri di una volta, usanze dimenticate, vecchie sagre, segreti del mondo contadino. Una strada questa che il piccolo comune di Villanovaforru aveva già tracciato una ventina di anni fa. Su di essa, ora si muovono assieme, uniti in consorzio, (Consorzio Turistico della Marmilla denominato “Sa Corona Arrubia”) ben venti comuni.

Il Campidano

Il Campidano

La regione del Campidano, vasta pianura di origine fluviale, si sviluppa dalla porzione meridionale del Golfo di Oristano e attraversa l'Isola seguendo una diagonale indirizzata a sud est, fino ad abbracciare il Golfo di Cagliari. Dal punto di vista geologico è un Graben, ovvero una fossa tettonica determinata da un sistema di faglie distensive che hanno determinato lo sprofondamento di una parte di crosta terrestre. Tale movimento tettonico viene fatto risalire all'intervallo di tempo geologico medio Pliocene- inizio Pleistocene, circa da 4 a 2 milioni di anni fa, e fu associato a importanti eventi effusivi. In seguito, la fossa fu interessata da fenomeni di sedimentazione alluvionale che portarono uno spessore di circa 600 metri di sedimenti continentali e deltizi. Fertilissima, già dai tempi dei Fenici e dei Romani era coltivata in modo intensivo a grano e vitigni. I colonizzatori vi importarono con le loro navi la zanzara di tipo anofele che diffonderà nella piana la malaria , malattia che resterà una piaga per ben due millenni e limiterà fortemente la vita degli abitanti , oltre a impedire un' immigrazione da altri territori i cui abitanti erano privi di anticorpi . Le bonifiche avviate nel Novecento hanno riportato il Campidano a una piena salubrità e abitabilità , ed oggi i suoi stagni sono centri di conservazione di biodiversità , dove sostano i fenicotteri rosa . Per farsi rapire dal fascino dei colori vividi e delle espressioni artistiche moderne è consigliabile una visita al paese museo di San Sperate, famoso anche per i suoi rinomati frutteti. Qui le pareti esterne delle abitazioni sono decorate da policromati murales, che riflettono i vivaci fermenti culturali sostenuti da Pinuccio Sciola, artista di fama internazionale, cui si deve anche il sostegno alla 'Scuola internazionale di scultura', vera e propria fucina di talenti. Caratteristici per le tipologie abitative ancora presenti nei centri storici, i paesi del Campidano conservano architetture urbane tipiche delle case a corte costruite con l'utiizzo di mattoni di terra cruda e con travi di ginepro e canne per i soffitti.

Villacidro

Villacidro e dintorni

Villacidro, con i suoi 14.732 abitanti, è il centro più popoloso della nuova provincia del Medio Campidano, e sorge 45 chilometri a nord ovest del capoluogo sardo, là dove la piana monotonìa del Campidano cede il passo agli ultimi contrafforti del sistema montuoso del Linas. 'Un paese di Montagna', lo definiva G. De Francesco nel 1902, e sicuramente lo era, e non solo per le sue caratteristiche geofisiche. Attualmente Villacidro è una moderna cittadina che guarda alla pianura, con i piedi, però, ben piantati alle sue montagne e alle sue colline che nel tempo l'hanno resa celebre per le sue ciliegie, per i suoi agrumi, per il suo olio d'oliva, per la salubrità della sua aria. Nel 1768, con il vescovo Giuseppe Maria Pio, entrò a far parte della diocesi di Ales e ne divenne presto il centro principale; Monsignor Pilo infatti, dopo aver acquisito il palazzo dei Marchesi Brondo, ex feudatari di Villacidro, lo ristrutturò e vi si trasferì, imitato in seguito da molti suoi successori. Dal 4 maggio 1807 al 24 dicembre 1821 fu anche sede di Prefettura e, come capoluogo di provincia, esercitò la sua giurisdizione su ben 42 Comuni, tra i quali Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Sardara, San Gavino e Sanluri, mentre la Provincia di Cagliari comprendeva allora appena 28 Comuni. Sede di un Comando di Compagnia dell'Arma dei Carabinieri, il paese ospita anche tre piccoli ma interessantissimi musei: il museo archeologico Villa Leni, il museo farmaceutico 'Sa Potecarìa', e il museo di arte sacra. Il locale Liceo classico è frequentato da un numero sempre crescente di alunni provenienti da tutti i centri del Medio Campidano. Vocata da sempre all'agricoltura e alla pastorizia, alla fine degli anni sessanta Villacidro cominciò a vivere una sua avventura industriale che portò anche un certo benessere , ma che alla fine si rivelò effimera. Oggi gli spazi lasciati liberi da quella fugace illusione vengono riempiti nuovamente dall'attività quasi frenetica di oltre centoventi piccole e medie imprese, molte delle quali a vocazione agroalimentare, all'interno di un Consorzio Industriale al quale aderiscono, oltre a Villacidro, numerosi paesi del circondario. Il paese quindi guarda al futuro con un certo ottimismo, pur restando ancorato, con voluta fermezza, ai valori più genuini del proprio passato, valori che, sul piano culturale, sono celebrati nelle opere dello scrittore Giuseppe Dessì, il Villacidrese più illustre che nel 1972 vinse il Premio Strega cantando questa terra e i suoi costumi con accenti di melodica nostalgia. La più grande ricchezza, però, che Villacidro custodisce gelosamente e che deve imparare a valorizzare, è costituita dalle sue bellezze ambientali, dai prati d'asfodelo dei suoi terreni più brulli, alle filliree, ai lentischi, ai corbezzoli delle sue colline, ai boschi di leccio delle sue montagne. Il visitatore che si inoltra lungo le profonde valli di Coxinas, di Narti, di Villascema, di Montimannu, vive avventure naturalistiche che gli mozzano il fiato, tra paesaggi dolomitici, acque perenni e vaste distese di foreste incontaminate.

Colonnari Basaltici

Il Guspinese

Guspini è un Comune dalle numerose attrattive, presenti sia all’interno del centro abitato, sia sparse nel suo vasto territorio. Si trova ad un altitudine di 137 m.s.l. e si sviluppa su un territorio di 174 Kmq. con circa 12.676 abitanti (Fonte Istat 2001). Fa parte della nuova Provincia del Medio Campidano. La sua economia è basata su piccola e media impresa, terziario e artigianato, agricoltura e allevamento. Tra i prodotti tipici locali si segnalano gli ottimi i formaggi pecorini ed il torrone frutto di antiche e genuine ricette. Nell'artigianato la lavorazione dei coltelli è tra le più antiche ed apprezzate. Guspini ospita ogni due anni una tra le più importanti manifestazioni del settore 'Arresojas'. Funge da tappa obbligata per chi intende raggiungere il paesaggio splendido ed ancora incontaminato della Costa Verde distante poco meno di 30 Km, con le numerose spiagge delle Marina di Arbus, 47 Km di meraviglie che vanno da Capo Frasca a Capo Pecora. Guspini, posta sul costone del monte Margherita, può vantare numerose sorgenti che sgorgano in modo perenne dal sottosuolo granitico e ne hanno favorito l'insediamento umano. L'acqua, oltre al suo potenziale vitale, ha assunto da sempre un alto valore simbolico e magico. Si pensava che avesse un potere taumaturgico, tantoché nella fonte di S. Maria, venivano praticati riti di abluzione. Altre sorgenti sono quelle dette 'Mitza de Sabiu', 'Sa Piscedda', 'Luzifuru', 'Sa Tella' e 'Sattai'. Nel centro dell'abitato, presso il colle Zeppara, può essere ammirato un raro monumento naturale, i Basalti Colonnari. Formazione geologica che risale presumibilmente alla fine del Miocene inizio Pliocene, creatasi a seguito di una eruzione vulcanica oltre 3 milioni di anni fa. Questo fenomeno naturale fu generato dalla lenta risalita del magma in una zona ristretta e soggetta a forti pressioni, che condensandosi ha formato le caratteristiche colonne prismatiche a base esagonale, dette anche canne d'organo. Al di fuori dell'abitato esistono diversi percorsi ed itinerari. Nella strada provinciale che da Guspini porta a Sant'Antonio di Santadi è possibile visitare il Parco Comunale di Gentilis. Esso costituisce un luogo di alto valore naturalistico in cui crescono rigogliosi boschi di sughere e lecci, nonchè una verdeggiante macchia mediterranea ideale per passare una serata all'aria aperta riallaciandosi alla natura. Proseguendo il cammino verso lo Stagno di San Giovanni è possibile visitare i ritrovamenti archeologici di 'Neapolis'. Dal lato opposto a circa 6 Km. sui tornanti della provinciale per Montevecchio, si trovano gli impianti della ex miniera.





Provincia del Medio Campidano
Stato: Italia
Regione: Sardegna
Capoluogo: Sanluri e Villacidro
Superficie: 1.516 km²
Abitanti:
105.400
Densità: 69,5 ab./km²
Comuni: 28 comuni
Targa: MD
CAP: --
Prefisso tel: --
Codice ISTAT: 106
Sito istituzionale