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LA PROVINCIA DEL SULCIS


La provincia
La Provincia del Sulcis

www.sulcis.com

Il Sulcis si estende nella Sardegna sud-occidentale dalla valle del fiume Cixerri fino alla costa, caratterizzata dall'ampio golfo di Palmas. Comprende le isole di San Pietro e Sant'Antioco, le più vaste tra quelle che circondano la costa sarda. Dai ritrovamenti fossili si evince che la regione sud-occidentale della Sardegna ha cominciato ad emergere dal mare oltre 500 milioni di anni fa. Il nome era originariamente quello di Solkis, una città punica, poi romana, che sorgeva sul luogo dell'attuale città di SantAntioco.
Il suo toponimo deriva dall'antica città fenicia di Sulci, i cui segni rimangono nell'Isola di Sant'Antioco. Questa, collegata all'isola madre con un istmo artificiale, ha una morfologia geologica costituita da rocce vulcaniche e calcaree; insieme alla vicina Isola di San Pietro (Carloforte) forma l'arcipelago del Sulcis, intensamente frequentato nelle stagioni estive per la bellezza delle cittadine e per la limpidezza del suo mare.

Il Monte Sirai

La Storia

La storia ha segnato il territorio lasciandoci in eredità rovine di antiche città, tombe dei giganti, nuraghi, domus de janas, che possiamo ammirare percorrendo uno dei tanti itinerari che attraversano il Sulcis e ci danno la possibilità di godere dei più vari aspetti che l’area ci offre. Sulcis è dunque sinonimo di terra antica, come testimoniano i grandi nuraghi di Serucci nel comune di Gonnesa, 'S'Omu e S'Orcu' a Domusnovas e il nuraghe di Sirai a Carbonia.
Sempre presso il comune di Carbonia è possibile visitare l'acropoli e la necropoli fenicio punica di Monte Sirai; a Fluminimaggiore troviamo l'imponente tempio Punico-Romano di Antas; a Siliqua ed Iglesias è possibile visitare i resti dei castelli medioevali, maestoso quello di Siliqua situato sulla cima del domo andesitico di Acquafredda, la più importante struttura vulcanica tra quelle presenti nella piana del Cixerri meridionale, dichiarato monumento naturale.
Sono luoghi aspri, con coste solo di recente bonificate, luoghi in cui la presenza umana si riduce a volte a quella di qualche solitario pastore. Ma questo lembo di Sardegna colpisce anche per aver promosso un'incisiva politica di rispetto ambientale. Le montagne, ricche di foreste, testimoniano una concezione improntata al giusto rapporto uomo natura. Le pianure sono costellate dalle classiche abitazioni dei contadini, furriadroxius, o dai luoghi di stanziamento dei pastori, i medàus.

Le Grotte Is Zuddas

Le Grotte

La diversità delle condizioni geologiche ha determinato nel Sulcis grandiosi fenomeni carsici, che hanno fatto affiorare rocce carbonatiche, eruttive e metamorfiche. Nel corso del tempo si sono formate numerose cavità nelle rocce granitiche, che conferiscono al paesaggio un aspetto molto particolare. Le cavità offrono visioni irreali, con stalattiti, stalagmiti, colonne, concrezioni tubolari e cristalli sulle pareti delle grotte. All'interno di alcune di queste cavità si possono trovare i resti di un roditore preistorico, estinto in epoca nuragica, il Prolagus Sardus. Ricordiamo la grotta di San Giovanni, presso il Comune di Domusnovas, oggi monumento naturale, quella di Su Mannau a Fluminimaggiore e quella di Santa Barbara accessibile dalla miniera di San Giovanni.

Sant'Antioco

Le spiagge

Le zona litoranea offre uno spettacolo tra i più belli del bacino del Mediterraneo. Coste che si snodano per decine di chilometri, in un continuo susseguirsi di spiagge bianche, calette, insenature e imponenti scogliere, un paesaggio estremamente vario, un mare azzurro e cristallino che stupisce per la sua trasparenza e per le mille tonalità di colore che assume.
La costa del Sulcis Iglesiente si sviluppa con splendide scogliere e sottili spiagge, è caratterizzata da un mare cristallino e da un paesaggio incontaminato e spesso selvaggio. Il litorale della futura provincia di Carbonia Iglesias è molto vario.
Il litorale dell’Iglesiente inizia fisicamente con la spiaggia di Piscinas situata nel comune di Arbus (collocato nella futura provincia del Medio Campidano) mentre politicamente con la spiaggia di Portixeddu e termina con Fontanamare, da qui inizia quello del Sulcis, che si estende nella parte più meridionale dell’isola. Anche questo tratto di costa è estremamente suggestivo e vario, si apre con la scogliera di Porto Paglia e le grandi isole di San Pietro e Sant’Antioco, annunciate da scogli e da piccoli isolotti di origine vulcanica. La costa prosegue col Golfo di Palmas e con Porto Botte e termina con la stupenda baia di Porto Pino.

Le miniere

Spunti di interesse

Ma la zona sud-occidentale della Sardegna è anche archeologia industriale. Qui è possibile visitare numerose strutture minerarie di quello che è stato il più grosso centro minerario dell'isola e non solo. Alcune sono aperte al pubblico come la galleria di Porto Flavia nella miniera di Masua a Iglesias, la Galleria Henry nella miniera di Buggerru, le miniere di San Giovani e di Monteponi nelle omonime frazioni del comune di Iglesias. Altre strutture minerarie sono oggi in fase di ristrutturazione e riconversione turistica: il complesso minerario di Rosas nel comune di Narcao e la laveria nel comune di Buggerru; tante altre, non gestite direttamente da alcun ente, sono comunque in buono stato di conservazione e visitabili.
Il territorio carboniense con la varietà dei suoi aspetti rappresenta senza dubbio una delle tessere di maggior pregio del mosaico naturalistico ambientale del Sulcis. Le caratteristiche naturali e geologiche lo rendono del tutto particolare. Dall'alto dei suoi rilievi si scorgono gli ampi paesaggi collinari e pianeggianti, in lontananza il mare e le vicine isole di San Pietro e di S.Antioco.

Porto Flavia

Il Parco Geominerario

Nella conferenza generale tenutasi a Parigi nel 1997, l'UNESCO ha fondato una rete mondiale di geositi-geoparchi, con lo scopo di tutelare il patrimonio tecnico, culturale e ambientale delle zone minerarie. In Sardegna il Parco Geominerario, storico e ambientale è stato riconosciuto nel 1998 dall’Unesco e istituto nell'ottobre del 2001. Sono state individuate le 8 aree più rappresentative della storia mineraria dell'Isola. L'obiettivo principale perseguito, è uno sviluppo economico e sociale del territorio compatibile con la sostenibilità. L'area 8 - Sulcis-Iglesiente-Guspinese - di 2.445 kmq di superficie, è la più estesa tra quelle inserite nel Parco, la più rappresentativa per varietà ed importanza delle attività minerarie che vi si sono svolte. Le diverse tipologie metallifere di piombo, zinco, rame, argento, stagno e ferro e i giacimenti di carbone la hanno resa una dei maggiori distretti minerari dell'Europa occidentale. Inoltre l'unicità delle specie botaniche, delle grotte, il patrimonio di archeologia industriale e mineraria ne fanno un contesto geologico, minerario, paesaggistico e storico che non ha eguali.

I siti archeologici industriali

I siti archeologici industriali hanno una rilevante importanza nel raccontare gli ultimi due secoli della storia moderna e nel testimoniare i mutamenti delle nostre città. Negli ultimi anni la gran parte dei paesi europei si è dotata di musei della scienza, dell'industria, della tecnica, del lavoro e di impresa, di carattere spiccatamente innovativo rispetto ai musei della scienza e della tecnica di più antica tradizione. A questa constatazione, va aggiunta la tendenza fortemente innovativa in tutta l'Europa verso forme di industrial tourism, cioè di visita di musei, fabbriche aperte, collezioni industriali d’azienda, luoghi della storia industriale. La tutela e la valorizzazione delle cosiddette 'grotte di miniera' si inserisce nel progetto della trasformazione delle vecchie aree minerarie in zone di richiamo turistico, un passaggio, si potrebbe dire, dalla vecchia economia mineraria a una turistica e innovativa. Si tratta di cavità carsiche prive di sbocco naturale all'esterno, incontrate durante la lavorazione mineraria. Per singolarità e bellezza spicca la Grotta di Santa Barbara all'interno della miniera di San Giovanni. Formata da un salone di forma ovoidale occupata verso la parte inferiore da un laghetto. Non possedendo comunicazioni dirette con l'esterno e accessibile solamente attraverso la miniera, si è conservata in maniera quasi perfetta. È caratterizzata da concrezioni che hanno dato forma a imponenti colonne di oltre 20 m di altezza, ma ciò che la rende unica è lo strato di cristalli tabulari di barite marron-rosata che riveste tutte le zone non concrezionate della grotta stessa.

Couscous

Enogastronomia nel Sulcis

Un aspetto molto importante del Sulcis è rappresentato dall'enogastronomia. E' possibile gustare il famoso vino Carignano, il quale, unitamente al Cannonau, rappresenta il punto di forza dei grandi rossi prodotti nell'isola.
Per le sue caratteristiche il Carignano si accompagna molto bene alla cucina locale, particolarmente ricca di pietanze a base di cacciagione. Nell'Isola di S.Pietro è possibile gustare il Cascà , variante sarda del cous cous tunisino. La differenza sostanziale tra i due piatti è che il Cascà viene preparato utilizzando solamente verdure.
Non possiamo dimenticare che nel Sulcis, a Portoscuso e a Carloforte, tutti gli anni si tengono due importantissime tonnare, per cui nella gastronomia di questo territorio grande importanza hanno le pietanze a base di tonno.






Provincia di Carbonia-Iglesias
Stato: Italia
Regione: Sardegna
Capoluogo: Carbonia e Iglesias
Superficie: 1.495 km²
Abitanti:
131.890
Densità: 88,2 ab./km²
Comuni: 23 comuni
Targa: CI
CAP: --
Prefisso tel: 0781
Codice ISTAT: 107
Sito istituzionale